Turismo sostenibile: la storia di Giovanni, Mattia e Luca

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18 Settembre

La salvaguardia del pianeta è un argomento oramai sulla bocca di tutti – un po’ meno il tema del turismo sostenibile. Basta fare un rapido scroll su Facebook e in bacheca appaiono articoli minatori, con “date di scadenza” sempre più vicine. “Il cambiamento climatico raggiungerà un picco dal quale non si potrà più tornare indietro entro il 2050.” “Entro il 2030 le temperature si alzeranno di 3 gradi, provocando danni irreversibili sul delicato ecosistema della Terra.”

Certo, c’è anche chi sta cercando di risolvere le cose: mentre scrivo queste parole, Greta Thunberg (per chi non lo sapesse, attivista svedese ormai diventata paladina delle nuove generazioni che vogliono un futuro green) sta attraversando l’Atlantico in barca a vela. Ha preferito questa opzione all’aereo per raggiungere gli Stati Uniti, dove il 23 settembre prenderà parte al vertice sul clima della Nazioni Unite.

Rispetto a 10 anni fa la questione ambientale influisce senza dubbio sulla nostra vita di tutti i giorni – e se non lo fa, dovrebbe, visto che riguarda tutti noi. Io che amo viaggiare cerco di rispettare l’ambiente anche quando sono all’estero, magari con piccoli accorgimenti – banalmente, la fedele borraccia mi permette di non acquistare acqua in bottiglie di plastica.

L’ecoturismo e il turismo sostenibile sono realtà che stanno pian piano diventando sempre più presenti nel mercato turistico. Mi sono chiesta quali fossero i modi più facili da mettere in atto per fare viaggi sempre più rispettosi dell’ambiente, così ho deciso di chiamare Mattia, coordinatore WeRoad.

Turismo sostenibile: il tour di Giovanni, Mattia e Luca

Insieme ad altri due amici, Giovanni e Luca, Mattia ha deciso di passare un’estate “poco convenzionale”. I tre infatti hanno attraversato Messico, Stati Uniti e Canada, fino ad arrivare in Alaska, spostandosi solo con mezzi sostenibili, cercando di vivere nel modo più ecosostenibile possibile. Il loro viaggio, chiamato The Sustainable Tour, ha l’obiettivo di sensibilizzare le persone sulla questione del turismo sostenibile e dimostrare che questo tipo di approccio al viaggio è possibile e quanto mai fattibile.

turismo sostenibile: the sustainable tour
The Sustainable Tour: il team al completo

La Global Expedition

L’idea nasce tre anni fa dalla mente di Giovanni. Il progetto nella sua totalità prende il nome di Global Expedition perché l’obiettivo è di viaggiare in modo sostenibile in tutti i continenti.

Il primo tour, quello europeo, vede come protagonista solo Giovanni che parte da Istanbul e arriva a Parigi con treni, bus, autostop – tutti mezzi di trasporto della share economy. Lo scorso anno si unisce anche Mattia, che conosce Giovanni grazie ad uno stage presso un’azienda di Milano: insieme partono per l’Asian tour, da Milano fino a Pechino. Quest’anno, in ultimo, si aggiunge Luca, compaesano calabrese di Giovanni – il team al completo parte da Città del Messico, attraversa tre stati e arriva a Fairbanks, in Alaska.

“Abbiamo iniziato il nostro tour con i Paesi che per antonomasia sono distanti dell’ecosostenibilità – Cina e Stati Uniti. Lo abbiamo fatto di proposito per dimostrare che comunque è possibile anche qui, basta volerlo.”

Mezzi di trasporto sostenibili

“I mezzi di trasporto che usiamo sono treni, autobus – tutti i mezzi legati alla sharing economy per essere sia smart che sostenibili allo stesso tempo. Non disdegnamo nemmeno di fare autostop. L’obiettivo è di tenere minimi i consumi di CO2 e di impatto ambientale. Anche quando siamo costretti a dover scegliere altro, cerchiamo sempre di scegliere un’opzione sostenibile – per visitare i parchi negli USA abbiamo preso una macchina ibrida.”

E gli aerei? Non è un segreto: le emissioni di CO2 che ognuno di noi produce ogni volta che mette piede su un aereo sono l’impronta peggiore che lasciamo sul nostro pianeta. Giovanni, Mattia e Luca mi hanno chiaramente detto che ad oggi è impossibile sostituire l’aereo per muoversi, almeno quando si parla di dover attraversare l’oceano. Le alternative per ora ancora non ci sono, o, se ci sono, non sono in grado di competere con i prezzi sempre più economici di un volo aereo.

Cosa fare allora per viaggiare ma allo stesso tempo fare del bene al nostro pianeta? La soluzione che hanno trovato per il loro tour è arrivata con una partnership con Treedom, una piattaforma che permette di acquistare o regalare alberi che vengono piantati nelle loro zone di appartenenza del mondo. “Con questa partnership riusciamo ad assorbire tutte le emissioni di CO2 piantando alberi in Africa – oltre a sostenere anche le comunità locali.”

Il senso del viaggio

“Durante questo tipo di viaggi non è importante tanto la destinazione finale ma il viaggio stesso, il percorso che si fa per raggiungere un luogo.”

Scegliere mezzi di trasporto più sostenibili è anche un modo per comprendere più a fondo il senso del viaggio: “è un tipo di viaggio molto diverso, molto più lento rispetto al tipico viaggio in aereo. Ad esempio, il viaggio da San Antonio a Los Angeles ci ha permesso di conoscere altri viaggiatori del treno, tra cui una coppia di signori anziani che ci hanno poi voluto ospitare a casa loro a LA. Questo è stato possibile grazie al viaggio in treno, che essendo un viaggio più lento crea più connessioni tra le persone. Diciamo che quello che vogliamo evidenziare è il fatto che durante questo tipo di viaggi non è importante tanto la destinazione finale ma il viaggio stesso, il percorso che si fa per raggiungere un luogo.”

Città del Messico
Il punto di partenza: Città del Messico

Turismo sostenibile: una questione di scelte

Oltre a scegliere mezzi di trasporto sostenibili per muoversi – che siano della share economy, quindi treni o bus, banalmente la bicicletta per spostarsi in città, o anche solo usare il primo mezzo di trasporto che abbiamo, le nostre gambe – abbiamo parlato anche di come comportarsi una volta a destinazione.

Esperienze local

“Quello che cerchiamo di fare è non solo focalizzarsi sulla diatriba aereo/treno – che non finirà mai – ma cerchiamo di fare un focus sulla destinazione: andiamo a stare con le famiglie locali, mangiamo cibo tipico locale a chilometro zero. Sono piccoli accorgimenti che aiutano non solo a trasformare il viaggio in una vera esperienza local ma anche a renderlo sostenibile. Alla fine se uno fa un viaggio deve portarsi a casa qualcosa – secondo noi ti porti a casa qualcosa entrando in contatto con i locali.”

Un progetto che punta a sensibilizzare sulle scelte: alla fine, come mi hanno spiegato i ragazzi, si basa tutto su quello. Ovviamente è più facile – nonché economico – andare a mangiare al primo fast food che si incontra sulla strada. Scegliere un locale tipico, magari a gestione famigliare, che propone piatti creati con prodotti a chilometro zero, richiede più impegno ma permette di avere un’esperienza del posto che si sta visitando più autentica.

Alloggi green

Banalmente, anche scegliere l’alloggio diventa importante. Un viaggio lento, come mi hanno raccontato i ragazzi, permette di conoscere le persone più a fondo, avere tempo di scambiare due chiacchiere. Raccontare la storia della propria vita, e sentire altre persone raccontare la loro, crea connessioni che al giorno d’oggi si sono un po’ perse. Magari proprio la persona appena conosciuta ti invita a passare la notte nella sua casa, condividere un pasto insieme.

Se non si ha la fortuna di trovare ospitalità in questo modo, le opzioni per un alloggio green sono sempre più varie: tanti sono gli ostelli eco-friendly, che hanno un occhio di riguardo sulla questione della salvaguardia dell’ambiente. Altrimenti si può optare per couchsurfing, anche questo un ottimo modo per conoscere persone del posto e avere quindi un’esperienza autentica della località che si andrà a visitare.

O ancora, sempre restando nell’ambito della share economy, ci sono siti come Home Away o AirBnB che permettono al viaggiatore di soggiornare presso case dei local, senza dover optare per il classico hotel di catena. In questo modo una casa prende vita anche quando i suoi proprietari sono in vacanza, ospitando viaggiatori da tutto il mondo.

Alaska
Arrivati in Alaska!

Sostenere le comunità locali

Il turismo sostenibile prevede, oltre a salvaguardare l’ambiente, anche riuscire a sostenere le comunità locali e la loro economia. Questo discorso non si limita al cibo – avete presente i souvenir? Invece di scegliere la classica calamita meglio optare per prodotti dell’artigianato locale. In questo modo una positiva esperienza di viaggio non viene vissuta solo dal viaggiatore ma anche da chi ospita – che è il modo migliore di viaggiare in assoluto.

I progetti futuri per Giovanni, Mattia e Luca prevedono di completare la Global Expedition, portando a termine quindi il viaggio in tutti i continenti. Sperano, con il loro progetto, di poter sensibilizzare quante più persone possibile sul tema del viaggio sostenibile – soprattutto visto il futuro che si prospetta per noi e per il nostro pianeta. Alla fine, è tutta una questione di scelte e sta a noi decidere in quale direzione puntare la nostra bussola.

Continua a seguire The Sustainable Tour sul loro profilo Instagram!

Scritto da Chiara Bertorelle
Mi chiamo Chiara e nella vita ho un solo, grosso problema: sono drogata di viaggi! Dopo la laurea in lingue per l’editoria ho deciso di...