Quando andare in Cappadocia, tra dervisci rotanti, caravanserragli e 99 Luftballons

Quando andare in Cappadocia, tra dervisci rotanti, caravanserragli e 99 Luftballons

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Uno di quei posti da vedere almeno una volta nella vita è la Cappadocia, il cuore di pietra dell’Anatolia centrale. Questa grande, suggestiva distesa vulcanica lungo la Via della Seta è uno sconfinato palcoscenico en plein air dove, a ogni ora del giorno, va in scena la meraviglia. Lo spettacolo inizia di buon’ora, con una miriade di mongolfiere che punteggia il cielo alle prime luci dell’alba. 

Un volo in mongolfiera sulle valli della Cappadocia è unanimemente considerato un’esperienza da bucket list. Si sale a bordo ancora con il favore delle tenebre, prima dell’alba, per poi ammirare dall’alto quest’insolita conformazione geologica modellata dalla furia degli elementi e da millenni di eruzioni vulcaniche. Il risultato è una scenografica, surreale, a tratti bizzarra sequenza di guglie, torri e foreste pietrificate irte di svettanti formazioni coniche di tufo. Simbolo della regione, questi enormi coni tufacei sormontati da curiosi blocchi di roccia vulcanica, non di rado in precario equilibrio, sono comunemente detti camini di fata.

In lontananza, si staglia imponente con i suoi quasi 4000 metri di stazza l’Erciyes Daği, l’antico monte Argeo, un grande e grosso vulcanone ora estinto, fautore insieme agli altrettanto irruenti Güllüdağ e Hasandağ di questo scenario unico al mondo, magistralmente cesellato da vento, acqua e neve nel corso dei millenni.

E quello che non hanno fatto Madre Natura l’ha completato l’uomo, che qui, da tempi immemori, più che costruire ha scavato. Dal tufo malleabile sono state ricavate abitazioni, rocche, chiese rupestri, minareti da cui sorvegliare l’altopiano anatolico e città sotterranee in cui avventurarsi tra cunicoli strettissimi.

Orbene, qual è il periodo migliore per andare in Cappadocia e bearsi di tutto questo bendidio? A ben vedere, la Cappadocia “è sempre una buona idea”, come diceva Audrey Hepburn a proposito della Ville Lumière. Sì, ogni stagione ha i suoi vantaggi. La scelta dipende essenzialmente dal tipo di attività a cui ci si vuole dedicare. In questo excursus sul clima anatolico, vi forniremo indicazioni su quando andare in Cappadocia per un viaggio al top.

Dove si trova la Cappadocia?

Mongolfiere colorate

La Cappadocia, la seconda meta più visitata della Turchia, si trova al centro della penisola anatolica, delimitata a est dall’alto corso dell’Eufrate e a nord dai monti dell’Antitauro. Definirne con precisione i confini non è così semplice, dal momento che l’area non coincide, di fatto, con una regione amministrativa debitamente circoscritta.

La sua posizione geografica a cavallo tra l’Asia minore e la Mesopotamia ne ha fatto, nel corso dei millenni, un crocevia di rotte commerciali nonché una terra contesa tra più popoli, dall’impero ittita a selgiuchidi e satrapi persiani, dagli antichi greci agli ottomani e i governatori di Roma, che hanno lasciato la propria traccia nell’architettura, nelle tradizioni e nella cucina. 

Clima in Cappadocia

Mongolfiere sulla Cappadocia al tramonto

Il clima in Cappadocia è di tipo continentale, con inverni tendenzialmente rigidi ed estati caratterizzate da una marcata escursione termica tra giorno e notte. La primavera e l’autunno sono spesso indicati come le stagioni climaticamente più adatte per visitare la regione, con temperature miti e giornate lunghe e soleggiate, adatte alle attività outdoor. Svisceriamo la questione.

Primavera

Un uomo fotografa una donna di spalle

La primavera è unanimemente considerata la stagione più adatta per un viaggio in Cappadocia. Le temperature medie variano piacevolmente tra i 10°C e i 20°C. I cieli sereni e il buon irraggiamento solare in particolar modo nei mesi di aprile e maggio rappresentano le condizioni ideali per le escursioni e gli immancabili voli in mongolfiera. In primavera, inoltre, il paesaggio è particolarmente fotogenico, con una moltitudine di fiori selvatici che ammanta l’intera regione.

Estate

Mongolfiere e formazioni rocciose

Le estati in Cappadocia sono calde e ventilate, con colonnine di mercurio che talvolta superano i 30°C durante il giorno, senza, però, quell’afa opprimente, asfissiante e appiccicosa che ci rende tutti fiacchi e irritabili. Con braghette corte, occhiali da sole, un bel cappellino con visiera e dosi massicce di crema solare con protezione 50+ si può visitare la Cappadocia anche in estate, con l’accortezza di evitare le ore centrali della giornata, seguendo l’esempio di asini e muli del posto, che nelle ore più calde si assiepano nei caravanserragli locali.

E non è tutto. Le temperature in questa parte del Paese lungo la Via della Seta si abbassano notevolmente al calar della sera. Il clima in Cappadocia ad agosto e, in generale, nella stagione estiva è caratterizzato da un’escursione termica piuttosto marcata tra il giorno e la notte. Ergo, nelle ore diurne si gode del tipico clima estivo, caldo e piacevolmente ventilato, mentre di notte le temperature scendono al punto che è consigliabile mettere in valigia felpe, pashmine e giacche a vento da indossare all’occorrenza. Qui si dorme con il piumone anche a Ferragosto, senza angustiarsi cercando il lato fresco del cuscino tutta la notte o dover sparare a manetta l’aria condizionata.

Autunno

Formazioni rocciose al tramonto

Quando andare in Cappadocia? L’autunno è un’altra stagione molto gettonata per i viaggi in questa zona, con temperature massime sui 20°C e precipitazioni perlopiù rare. Il clima in Cappadocia a ottobre è ancora assolutamente favorevole per le attività outdoor e il verde dei pascoli cede il passo alle incantevoli nuance del foliage autunnale. Il paesaggio si tinge di tonalità calde ed estremamente fascinose, dal Terra di Siena alla più intensa gradazione del porpora. Le piogge tendono ad aumentare nel mese di novembre.

Inverno

La Cappadocia innevata sorvolata dalle mongolfiere

Gli inverni in Cappadocia sono rigidi, con temperature che scendono spesso sotto lo zero e nevicate piuttosto frequenti. Il paesaggio innevato offre uno spettacolo che lascia senza fiato. È come guardare un mondo in negativo. È, tuttavia, doveroso segnalare che in pieno inverno può capitare che il tempo inclemente tenga a terra le iconiche mongolfiere. Ma per chi ama la neve e lo sci, visitare la Cappadocia tra dicembre e febbraio è l’ideale.

Cappadocia: periodo migliore per un viaggio al top

Mongolfiere e formazioni rocciose

Il periodo migliore per visitare la Cappadocia va praticamente da marzo a ottobre, con temperature generalmente piacevoli e precipitazioni piuttosto rare. Un verdetto generoso. Su 12 mesi, 8 sono assolutamente papabili. Un’ampia forbice.

E, come abbiamo visto, anche novembre, dicembre, gennaio e febbraio non sono da escludere a priori. Chi non teme il freddo potrà ammirare e fotografare i camini delle fate innevati e darsi allo sci di fondo sull’Erciyes, una delle principali stazioni sciistiche della Cappadocia.

Quando andare in Cappadocia per volteggiare in aerostato?

Mongolfiere sorvolano la Cappadocia

Quei 60 minuti sospesi tra cielo e terra a 800 metri d’altezza valgono l’intero viaggio in Turchia. Tornare dalla Cappadocia senza aver provato l’esperienza di un volo in mongolfiera sarebbe un sa-cri-le-gioooo. Ogni giorno si colora con piccoli e grandi aerostati che volteggiano leggiadri sui punti più panoramici di questa grande distesa vulcanica.

Soprattutto all’alba, quando i suddetti pinnacoli tufacei lentamente si tingono di rosa con il sole che si alza all’orizzonte, godersi questo straordinario panorama a perdita d’occhio dall’alto, nel silenzio più assoluto, è un’emozione che fa dimenticare di aver puntato la sveglia prima delle 4:00 del mattino.

I voli in mongolfiera in teoria sono disponibili tutto l’anno, anche nei mesi invernali, neve permettendo. I mesi di aprile/maggio e settembre/ottobre sono i più indicati per i voli in aerostato, quando ci sono più probabilità di beneficiare di un clima mite e stabile, “tersitudine”, cieli limpidi e correnti eoliche non troppo impetuose.

Viaggio in Cappadocia con WeRoad

Foto aerea della Cappadocia sorvolata dalle mongolfiere

Arrivare in Cappadocia è come atterrare sulla luna. Al posto dei crateri lunari vi attendono formazioni rocciose dalle forme non ben identificabili. E noi, ben consci che un viaggio da queste parti occupi le prime posizioni della bucket list dei più, siamo lieti di proporre l’esclusivo tour Istanbul & Cappadocia di 8 giorni e 7 notti, con partenza e arrivo nella capitale turca e tappa a:

  • Göreme, città interamente costruita nel tufo, divenuta un museo en plein air;
  • Göreme National Park, dichiarato patrimonio mondiale dell’umanità dall’Unesco nel 1985, dove si trovano i famosi camini delle fate;
  • valle di Ihlara, tra i luoghi di ritiro prediletti dei monaci bizantini, cui si devono le suggestive chiese rupestri scavate alla base delle rupi torreggianti;
  • città sotterranea di Özkonak, un complesso scavato nella roccia, risalente all’epoca bizantina.

Non paghi, rilanciamo con il tour Turchia 360° di 9 giorni e 8 notti, anch’esso con partenza e arrivo a Istanbul, la città delle moschee. Oltre ai luoghi clou compresi nel precedente itinerario, Turchia 360° vi condurrà alla volta di:

  • Izmir, l’antica Smirne;
  • Efeso, la città antica più grande e meglio conservata nel Mediterraneo dopo Pompei;
  • Konya, con incantevoli moschee a testimoniare il periodo in cui la città fu capitale del sultanato selgiuchide di Rum;
  • Pamukkale, spettacolare borgo in cui ammirare le iconiche piattaforme di calcite dal bianco accecante, invase dalle calde acque provenienti dal monte sovrastante, detto Castello di Cotone;
  • antiche terme di origine romana di Hierapolis
  • Pergamo, sperone roccioso dove greci e romani riuscirono nella funambolesca impresa di costruire templi, edifici e palazzi e circondarli con una massiccia cinta muraria di cui restano alcune tracce.

Sono altresì previste motorate in quad e immancabili voli in mongolfiera, che svelano prospettive sorprendenti sulla scenografica alternanza tra muraglioni di roccia, profondi canyon, vigne e frutteti nascosti nel fondovalle e dune solidificate che ricordano gigantesche meringhe.

Pronti? Ci auguriamo che la nostra guida su quando andare in Cappadocia vi sia stata utile. Noi, intanto, ci prepariamo per partire all’arrembaggio verso il cuore di pietra dell’Anatolia.

Jessica Maggi
Scritto da Jessica Maggi