Strasburgo è una città che unisce il fascino medievale francese al rigore architettonico tedesco. Le principali attrazioni includono la Cattedrale di Notre-Dame, il quartiere pittoresco della Petite France, i Ponts Couverts e le istituzioni europee. È una meta ideale per chi cerca cultura, gastronomia d’eccellenza e atmosfere d’altri tempi.
Allora, pronti a partire? Se pensate che Strasburgo sia solo “quella città dove i politici vanno a fare i traslochi ogni mese tra una sede del Parlamento e l’altra”, beh… avete ragione a metà. Ma oltre ai completi grigi e alle valigette, c’è un mondo di case a graticcio che sembrano fatte di marzapane (spoiler: non mangiatele, i dentisti costano) e canali così romantici che anche un single incallito sentirebbe il bisogno di sospirare guardando l’acqua.
Preparate le scarpe comode e lo stomaco, perché qui tra una passeggiata e l’altra la choucroute non si mangia, si onora. E ricordate: a Strasburgo la birra scorre più del vino, ma noi non diremo niente ai vostri amici sommelier.

Quali sono le principali cose da vedere a Strasburgo in un weekend?
Le tappe imperdibili per un itinerario di due giorni a Strasburgo comprendono la visita alla Cattedrale di Notre-Dame con il suo orologio astronomico, un tour a piedi nella Petite France, la scoperta del Palais Rohan e una crociera sui canali del fiume Ill. Non può mancare una sosta gastronomica in una tipica Winstub.
Se avete solo 48 ore, non perdete tempo a cercare di capire se siete in Francia o in Germania (il confine è lì a due passi, ma la cucina è decisamente un mix esplosivo). Iniziate dalla Cattedrale: è talmente alta che vi servirà un massaggiatore cervicale dopo aver guardato la guglia per dieci minuti. All’interno c’è un orologio astronomico che fa tutto, tranne il caffè.
Poi, scivolate verso la Petite France. Qui le case hanno i tetti spioventi che servivano un tempo per far asciugare le pelli dei conciatori, ma oggi servono principalmente per fare da sfondo ai vostri post su Instagram. Se non fate almeno dieci foto a un riflesso sull’acqua, vi revocano il passaporto turistico.
Come visitare la cattedrale di Notre-Dame e il suo orologio astronomico
La Cattedrale di Notre-Dame di Strasburgo è un capolavoro del gotico, celebre per la sua facciata in arenaria rosa e la guglia singola. L’Orologio Astronomico offre uno spettacolo meccanico ogni giorno alle 12:30. È consigliabile prenotare l’ascesa alla piattaforma panoramica per godere di una vista mozzafiato sulla città e la Foresta Nera.
Entrate nella Cattedrale e cercate di non dire “Wow” ad alta voce (spoiler: fallirete). La luce che filtra dalle vetrate del XII secolo vi farà sentire piccoli come un chicco di riso in una paella. L’orologio astronomico è una sorta di computer analogico del Rinascimento: ogni giorno a mezzogiorno e mezza le figure degli apostoli sfilano davanti a Cristo. È un po’ come la sigla di un vecchio cartone animato, ma molto più solenne e senza pubblicità.
Se avete i polpacci allenati, salite i 330 scalini della torre. La vista sulla Piana del Reno vale ogni singola goccia di sudore. Lassù l’aria è frizzante e, se il cielo è pulito, potreste quasi vedere i tedeschi che mangiano pretzel dall’altra parte del confine.
| Punto di Interesse | Caratteristica Principale | Tempo di Visita Consigliato | Accessibilità Mobile |
| Cattedrale | Gotico e Orologio | 1-2 ore | Ottima (piazza piana) |
| Petite France | Canali e Graticcio | 2 ore (passeggiata) | Media (ciottoli) |
| Palais Rohan | Musei e Arte | 2-3 ore | Ottima |
| Ponts Couverts | Torri e Ponti | 30 min | Ottima |
Perché il quartiere della Petite France è così iconico
La Petite France è l’area più caratteristica di Strasburgo, situata sulla Grande Île, patrimonio mondiale dell’UNESCO. Caratterizzata da canali, chiuse e case a graticcio del XVI e XVII secolo, era anticamente il quartiere di pescatori, mugnai e conciatori. Oggi rappresenta il cuore pulsante del turismo cittadino per la sua bellezza scenografica.
Un tempo qui l’odore non era proprio di profumo francese di alta classe, visto che i conciatori lavoravano le pelli proprio lungo l’acqua. Oggi, per fortuna, l’unico profumo che sentirete è quello del burro e dello zucchero che esce dalle pasticcerie. Camminare qui è come entrare in una palla di vetro con la neve, ma senza il fastidio di doverla scuotere.
Fermatevi alla Maison des Tanneurs, la casa più famosa, e immaginate come doveva essere la vita quando non c’era il Wi-Fi ma c’erano un sacco di barche cariche di merci. È il posto perfetto per un appuntamento romantico, o per mangiare un Kouglof (il tipico dolce a forma di ciambella) senza sentirvi in colpa.
Quali sono le regole per viaggiare in Francia nel 2026
Per viaggiare a Strasburgo dall’Italia è necessario un documento d’identità valido (carta d’identità o passaporto). Non sono richiesti visti per i cittadini UE. Si raccomanda di portare con sé la Tessera Sanitaria Europea (TEAM). Per aggiornamenti in tempo reale su sicurezza e salute, consultare il portale ufficiale Viaggiare Sicuri del Ministero degli Affari Esteri.
Dal punto di vista della mobilità, Strasburgo è all’avanguardia. Se decidete di noleggiare un’auto, ricordate che molte zone del centro sono soggette a restrizioni per le emissioni (bollino Crit’Air). Il consiglio? Lasciate l’auto e usate i piedi o le tantissime piste ciclabili. La città è piatta come una crepe, quindi non avete scuse per non pedalare.

Cosa mangiare a Strasburgo tra una visita e l’altra
La cucina alsaziana è una fusione tra tradizione francese e tedesca. I piatti simbolo sono la Choucroute garnie (crauti e carne di maiale), la Tarte Flambée (una sorta di pizza sottile con panna, cipolle e pancetta), i Spätzle e il formaggio Munster. Strasburgo è rinomata anche per i suoi vini bianchi, come il Riesling e il Gewürztraminer.
Dimenticate la dieta. Davvero, non portatela neanche in valigia, occuperebbe spazio inutile per i souvenir. La Tarte Flambée (o Flammekueche per i locals che vogliono mettervi in difficoltà con la pronuncia) è la risposta alsaziana alla fame chimica: sottile, croccante e ricoperta di tutto ciò che di buono esiste al mondo.
E poi c’è il Munster. Un formaggio così “profumato” che potrebbe essere usato come arma di difesa personale. Ma una volta assaggiato, capirete perché gli alsaziani ne sono ossessionati. Accompagnate il tutto con un calice di vino bianco locale: è così buono che potreste trovarvi a cantare canzoni popolari in una lingua che non conoscete nel giro di dieci minuti.
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