Se volete scoprire qualcosa di più sul nostro paese o meglio sulla vostra regione e vi state chiedendo quali siano le città lombarde più belle da visitare nel 2026, dovete sapere che non c’è la sola Milano.
Senza dubbio la città meneghina è un ottimo punto di partenza. Ma se siete disposti a farvi qualche fermata di metropolitana in più (ok, diciamo pure a prendere qualche regionale), c’è davvero tanto da scoprire.
In Lombardia infatti non dovete scegliere tra arte, natura o sport, come se fosse un menù con soli tre piatti tristi. Nel grande Nord potete fare davvero di tutto nello stesso weekend, senza tornare a casa più stanchi di quando siete partiti. Nell’Insubria (si siamo stati poetici a chiamarla in questo modo) si passa dal Rinascimento alle scarpe da trekking, dal “facciamo due passi” al fare 18 km, dall’andare a vedere un museo a visitare una delle università più antiche al mondo.

In questo articolo vi raccontiamo 10 città lombarde da visitare, scelte non per fare la lista-da-spunta, ma perché ognuna ha una personalità precisa: c’è quella da vista wow, quella da weekend romantico, quella da gita con amici, quella da cultura e musei, quella da sportivi.
Quindi sì: avete un’app per prenotare il treno scaricata, uno zaino e due giorni liberi? Leggete tutto fino alla fine e sarete pronti a costruirvi un bel piano d’azione.
Bergamo, città d’arte e di salite
Per raccontarvi delle città lombarde da visitare nel 2026, partiamo da una città che passa tra alti e bassi: Bergamo. Sì, il gioco di parole non potete non averlo colto e faceva riferimento alle due grandi parti che dovete visitare: la città Alta e quella Bassa.
Si parte ovviamente dalla Città Bassa, elegante, ordinata e concreta. È qui che trovate uno dei musei più interessanti della Lombardia, l’Accademia Carrara. È un posto che vi racconta quasi cinque secoli di pittura, passando per artisti del calibro di Raffaello, Botticelli, Tiziano, Bellini, Mantegna e Pisanello, oltre a maestri bergamaschi come Lotto, Moroni e Baschenis.

Dopo un primo giro, è il momento di salire verso la Città Alta. La funicolare non è un semplice mezzo di trasporto, è una piccola esperienza, che vi permette di buttare un occhio su tutta la città. Qui potete camminare sulle mura, perdervi tra le vie, arrivare in Piazza Vecchia e fermarvi ad ammirarla.
E poi c’è il cibo. Se state pensando che a Nord esistano solo i ristoranti stellati di Milano o i sushi, sappiate che qui c’è una bella tradizione culinaria. Si inizia sicuramente con i casoncelli alla bergamasca, ripieni con burro fuso, salvia. Poi è il momento della polenta taragna, quello che vi serve dopo aver camminato tutto il giorno. E per chiudere, un assaggio di uno dei prodotti che nasce proprio qui a Bergamo: la stracciatella. Sì, proprio lei, cremosa, irregolare, autentica come la città.
Como tra lago e celebrità
Como non ha bisogno di presentazioni: famosissima a livello mondiale per il suo lago, è anche la residenza di tante star del cinema.
Il lungolago è il punto di partenza naturale della vostra giornata. Camminare qui non è un’attività, è uno stato mentale. L’acqua calma, le montagne che sembrano disegnate apposta, così come le barche che vanno e vengono senza fretta. È uno di quei posti dove anche chi ha sempre bisogno di fare qualcosa, si ritrova semplicemente a camminare, respirare, guardare.

Como è famosa per le sue ville, e non a caso. Non sono solo belle: sono parte integrante del paesaggio, quasi fossero cresciute insieme al lago. A questo si aggiunge una storia industriale che magari non vi aspettate, ma che dà profondità alla città: quella della seta. Se volete approfondire, non potete che visitare il museo dedicato a questa storia di artigianato e passione.
Anche stavolta parliamo di sederci a tavola. Como in cucina è molto coerente con il suo paesaggio. Il lago entra nei piatti e non potete che provare il risotto al pesce persico – delicato, equilibrato – come anche i missoltini. E poi c’è la polenta uncia, cremosa, sostanziosa, pensata per chiudere la giornata con qualcosa che sa di casa, anche se casa non è.
Como è la città giusta se cercate bellezza immediata, quella per un weekend lento, per una fuga improvvisata, soprattutto se romantica.
Mantova, silenziosa ed elegante
Mantova è una di quelle città lombarde da visitare che non vi colpisce in maniera immediata. Rispetto ad altre città, tutto è più misurato, più ordinato.
Il cuore è il Palazzo Ducale, dove perdervi e camminare tra sale e cortili. Qui potrete respirare il Rinascimento vero, quello di cui avete letto in tanti libri a scuola e ora che vi accompagna per tutta la visita.
Poi uscite, e vi ritrovate in Piazza Sordello, ampia, ariosa e solida. Vi consigliamo di sedervi, guardare le facciate, e vi renderete conto che Mantova è una città che non ha bisogno di essere “instagrammabile” per essere memorabile. È bella senza filtri e gli unici che indossa sono quelli della sua storia antica.
Un altro elemento che rende Mantova unica è l’acqua. I laghi che la circondano non sono un dettaglio, ma parte integrante della città. La riflettono, la proteggono, la isolano quel tanto che basta per farvi sentire lontani dal resto, anche se siete ancora in piena Pianura Padana.
Anche qui vi facciamo sedere a tavola, con i tortelli di zucca il simbolo perfetto di questa città: dolci, speziati, controintuitivi. E non potete che assaggiare la sbrisolona, da rompere con le mani come vuole la tradizione, perché Mantova non è una città che ama le formalità inutili.
Lecco, tra città e natura
Ci spostiamo ora Lecco, influenzata dal rapporto strettissimo tra città e natura. Le montagne non fanno da sfondo: sono lì, vicine, presenti, quasi ingombranti. Il lago non è un elemento decorativo, ma una direzione. Tutto a Lecco vi spingerà sicuramente a muovervi, esplorare.

Il lungolago è il punto di partenza ideale. Camminate, respirate, guardate l’acqua che cambia colore a seconda della luce. E poi non potrà che venirvi il pensiero di sentieri, trekking, camminate panoramiche, ferrate. Che siate allenati o semplicemente curiosi, troverete sicuramente sempre un percorso che vi porta un po’ più su, un po’ più lontano.
Uno degli itinerari più belli è quello verso il Monastero di San Pietro al Monte, a Civate. È un vero e proprio passaggio graduale dalla città al silenzio. Salite, il rumore sparisce, e quando arrivate vi rendete conto che la vista da lassù ripaga ogni passo.
Insomma Lecco è una di quelle città lombarde da visitare che piacciono a chi ama i weekend attivi.
Brescia, la città romana del Nord
Se amate la storia, la vostra città del cuore è Brescia, dove si spazia dall’epoca romana al Rinascimento.
La prima tappa è il complesso di Santa Giulia. Non è il classico museo infinito: è ben organizzato, chiaro, e vi porta dentro duemila anni di storia senza farvi venire voglia di scappare dopo venti minuti. Accanto c’è poi il Capitolium romano: colonne, resti, piazza antica, tutto lì, in mezzo alla città.
Il Castello di Brescia è una tappa obbligata, non solo per la storia ma per la vista. Da lassù vedete tutta la città e capite come è fatta davvero. È il posto giusto per una pausa, per sedersi un attimo e restare un po’ in contemplazione. Se avete tempo, fate un salto anche in Piazza della Loggia, una delle piazze rinascimentali più eleganti e antiche della Lombardia.
Tra una conteplazione dall’alto e l’altra, dovete assaggiare lo spiedo bresciano. Non è leggero, non è veloce, non è per tutti i giorni, ma va provato nella vostra gita. È carne mista infilzata, cotta lentamente per ore davanti al fuoco, girata piano finché diventa morbida dentro e croccante fuori.
Tra cucina e passeggiate vi sarete accorti che Brescia è una di quelle città lombarde da visitare che quasi nessuno mette in bucket-list, ma ora sapete che è un errore.
Pavia, città universitaria
Pavia è una di quelle città lombarde da visitare che funziona meglio se smettete di cercare “le attrazioni principali” e provate a “sentirla” . Ecco perchè il nostro giro inizia tra i cortili dell’Università. Ognuno ha una storia diversa, statue, dettagli nascosti, silenzi strani per essere in pieno centro. È uno dei pochi posti dove vi rendete conto di quanto Pavia sia stata (e sia ancora) una città che vive di studio, ricerca e menti brillanti e non solo di turismo.

Poi cambiate completamente scenario e andate verso il Ticino. Attraversate il Ponte Coperto, ma non fermatevi alla foto. Proseguite, scendete verso il fiume e camminate lungo l’argine. Qui Pavia diventa quasi rurale, lenta, sorprendentemente verde. È il posto giusto per una pausa senza fare nulla, o per una camminata lunga senza meta precisa.
Una cosa davvero fuori dal comune è entrare nella Cripta di Sant’Eusebio. Non è famosa, non è affollata, ma ha un’atmosfera potente. Umida, silenziosa, quasi sospesa, vi regalerà un’immersione unica nella storia e nell’arte paleocristiana e romanica.
Se vi piacciono i luoghi con un passato un po’ oscuro, cercate le torri medievali sparse per la città. Oggi ne restano poche, ma sono abbastanza da farvi immaginare com’era Pavia quando ne contava decine. Camminare tra queste tracce vi fa sentire dentro una città che ha vissuto molto più di quanto lasci intendere a una prima occhiata.
Monza oltre la F1
Monza è famosa per una cosa sola, ed è un peccato. Perché se vi fermate a “ah sì, Formula 1”, vi perdete il resto.
Vi suggeriamo di partire con la vostra visita dal Parco di Monza. Non “un parco”, ma uno dei parchi cintati più grandi d’Europa. Qui potete camminare per ore, andare in bici, correre, perdervi e ritrovarvi senza mai uscire davvero dalla città. Dentro ci trovate anche la Villa Reale con i Giardini Reali: è la parte più scenografica, quella che vi fa passare dal mood sportivo al mood regale nel giro di cinque minuti.

Dentro al parco poi c’è lui: l’Autodromo Nazionale. Anche se non siete fan dei motori, entrarci fa effetto. Se trovate una giornata senza eventi, potete camminare nei dintorni, vedere i rettilinei, immaginare il rumore assordante delle gare.
Usciti dal parco, entrate in città e andate dritti al Duomo di Monza. Dentro c’è la Corona Ferrea, una delle reliquie più strane e potenti d’Italia: pare contenga un chiodo della croce di Cristo ed è stata usata per incoronare re e imperatori. Terminate poi con una passeggiata per il centro: passate dall’Arengario (cuore civico medievale), attraversate le vie principali e arrivate sul Ponte dei Leoni per vedere il Lambro e respirare due minuti.
Monza, giocata così, è perfetta.
Bormio, pausa sulla neve
Dopo tanta arte e cultura, la prossima metà è per gli sportivi. Stiamo parlando di Bormio. Ovviamente la stagione migliore per visitarla è l’inverno e la prima mossa è salire in quota. Piste lunghe, panoramiche vi aspettano e vi accompagnano per tutta la giornata senza diventare mai monotone. E se non sciate, le alternative non mancano: camminate sulla neve, ciaspolate, giri panoramici che vi tengono attivi senza obbligarvi a essere esperti.
Dopo la parte “attiva”, Bormio cambia completamente registro con le sue terme. Non sono un extra carino da infilare a fine giornata, sono una parte centrale dell’esperienza. Il contrasto tra freddo e caldo funziona sempre per godersi del vero relax: vi muovete tanto e poi vi potete regalare una meritata pausa rigenerante.
Il centro storico entra in gioco nei momenti di mezzo. Non è enorme, ma è bello da visitare in mezza giornata: vie in pietra, piazze piccole, torri medievali che spuntano mentre camminate. È il posto perfetto per una passeggiata serale dopo le terme o per una pausa a metà giornata. Insomma Bormio è la vostra meta lombarda, se cercate un viaggio che vi tenga svegli di giorno e vi rimetta in sesto la sera, con un equilibrio che non è così facile trovare altrove.

Livigno
Rimaniamo sul pezzo per i più attivi e vi raccontiamo di Livigno. In inverno il gioco è simile a Bormio: spazi enormi, impianti comodi, piste larghe. Qui sciate tanto e sciate bene, senza passare metà del tempo in fila o a incastrarvi su tracciati minuscoli. Ovviamente anche qui potete riempire le vostre giornate con camminate sulla neve, giri panoramici facili che vi tengono fuori tutto il giorno senza obbligarvi a performance da atleta.
Quando scendete a valle, il paese vi fa entrare nel mood aperitivo e shopping. Il centro è lungo, vivo, pratico: negozi, bar, posti dove fermarsi, senza dover pianificare tutto. Potete usarlo come pausa tra un’attività e l’altra o come base per una serata tranquilla.
Anche a Livigno non mancano le spa e i centri benessere: sono una parte importante dell’esperienza. Anche qui la logica è semplice: giornata attiva fuori, recupero dentro una bella vasca idromassaggio.
Anche in estate e nelle stagioni di mezzo Livigno diventa una base perfetta per camminate, bici, giri in quota, con percorsi chiari e panorami incredibili. La città è pratica, organizzata, ma abbastanza grande da regalarvi tante opzioni. Una tappa che funziona quando volete muovervi, o anche solo cambiare aria e respirare meglio
Vigevano
Siamo arrivati all’ultima delle nostre città lombarde che meritano un viaggetto con il nuovo anno. Siamo a Vigevano: il punto di partenza è la Piazza Ducale. Fate il giro completo sotto i portici, guardate come la piazza cambia a seconda di dove la osservate. È uno di quei luoghi che funzionano perché sono progettati per stare in piedi da soli: proporzioni, ritmo, continuità. Pensate che Arturo Toscanini – che di armonia se ne intendeva parecchio – diceva la Piazza Ducale è una sinfonia, ma fatta di mattoni invece che di violini.

Dalla piazza entrate nel Castello Visconteo. Camminate nei cortili, salite sulla Torre del Bramante e guardate la città dall’alto. Se avete voglia di fare qualcosa di diverso dal solito giro storico, infilatevi poi nel Museo Internazionale della Calzatura. Sembra una deviazione strana, in realtà è una delle cose più particolari da fare qui. Vigevano è stata un centro industriale enorme legato alle scarpe, e il museo lo racconta in modo diretto: modelli improbabili, prototipi, design e storia produttiva. È una visita che sorprende perché vi spiega come la città sia cresciuta e perché merita una visita.
Lombardia nel cuore: l’avventura da vivere con altri WeRoaders
Se tutto questo parlare di piazze storiche e scorci mozzafiato vi ha fatto venire voglia di mollare tutto e partire… sappiate che non siete i soli. Ci sono tanti WeRoaders che non vedono l’ora di scoprire posti nuovi e in WeRoad non mancano ance le opzioni per conoscere meglio il nostro paese e le bellezze del nord.
Che sia un weekend tra i borghi o una fuga sulla neve, c’è un viaggio pronto, un coordinatore che guida il gruppo e l’equilibrio perfetto tra adrenalina e relax. E per scoprire il Nord non mancano itinerari, come quello al Lago di Como: un weekend tra borghi incantati e panorami da cartolina, perfetto per chi cerca il lato chic e poetico dell’acqua. Per chi vuole fare uno dei percorsi più belli d’Europa in treno, c’è un viaggio epico sulle rotaie tra St. Moritz e Livigno, sul Trenino del Bernina, che attraversa ghiacciai e paesaggi innevati che tolgono il fiato.

Se siete degli sportivi dovete puntare tutto su Bormio Ski & Terme, un mix definitivo tra sport e benessere, con giornate sulle piste e pomeriggi a mollo nelle acque termali più famose delle Alpi; ma se avete poco tempo ma una voglia matta di neve, Bormio Express è una ricarica rapida di energia, sci e spa in puro stile WeRoad.
Il bello di questi viaggi è poter vivere il lato più autentico del territorio, sapendo che c’è sempre qualcuno con cui condividere un bombardino o una camminata panoramica. Anche in Italia WeRoad vi porta lontano dai circuiti classici, dritti verso l’esperienza. Quella che, una volta tornati a casa, vi farà dire: “ok, quando ripartiamo?”.