Avete uno stomaco di ferro? Vi piace sperimentare cibi e non vi fa paura nulla? Insomma, il pericolo è il vostro mestiere? Bene, allora prendete appunti che sto per suggerirvi 6 cibi strani che non dovete assolutamente lasciarvi sfuggire.

1) Haggis (Scozia)

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Partiamo soft, non voglio scioccarvi fin da subito. Una volta in Scozia provate assolutamente il piatto nazionale: l’haggis. Si tratta di un insaccato riempito con interiora di pecora quali fegato, cuore, polmoni e sugna, il tutto aromatizzato con spezie varie e infilato nello stomaco dell’animale per essere bollito per ore. L’haggis viene sempre servito con l’immancabile purea di nippes (rutabaga, un tubero poco conosciuto da noi) e tatties (patate).

Capisco che descritto così non vi sembrerà il massimo della vita, in realtà è un piatto squisito. Accompagnatelo sorseggiando un bel bicchiere di whisky o di Irn Bru, una specie di aranciata gassata, invenzione 100% scozzese.

Se poi, mentre lo mangiate state indossando un kilt, allora vi mancherà solo il prefisso “Mc” al vostro cognome e potete considerarvi dei veri scozzesi!


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2) Cavallette (Thailandia e Sud-Est asiatico in generale)

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Ecco un bell’esempio di un cibo che a vedersi è davvero poco invitante ma da mangiare molto buono. Lo so che non mi credete, ma raccogliete un po’ di coraggio e mandate giù questi zampettosi insetti gialli: aspetto e sapore sono inversamente proporzionali.

E… rimarrete sorpresi. Ebbene sì, sanno di Pringles! La parte più saporita è la testa, mentre ammetto che le zampe rimangono un po’ dure e difficili da masticare. Se vi piace una punta di piccante aggiungete un po’ di paprika.

Nel Sud-Est asiatico cavallette fritte e altri insetti vengono venduti come cibo di strada, generalmente servito in un sacchetto di plastica, come snack qualsiasi. Sono economici, buoni e…beh, si dice siano il cibo del futuro.


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3) Hakarl… alias squalo marcio (Islanda)

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Tra i cibi strani che ho provato entra di diritto l’hakarl: una vera e propria schifezza. Vi dico solo che quando ho aperto la confezione in cui era contenuto ho temuto di svenire seduta stante. L’odore non è proprio piacevole… come ve lo posso descrivere? Diciamo che è a metà strada tra l’immondizia e il pesce marcio, insomma la tipica situazione in cui non ti resta che buttare casa.  Mettete a conto che l’odore è nauseabondo, la consistenza poco invitante e il sapore proprio vomitevole. Insomma, non c’è scampo! Ma se riuscite a mandare giù questo viscido e puzzolente pesce putrefatto senza vomitare, fate un fischio che vi voglio stringere la mano!
Una curiosità: nei ristoranti generalmente l’hakarl viene servito con il brennvin, tipica acquavite islandese. La spiegazione mi pare ovvia: l’unico modo per riuscire a finire il piatto è ubriacarsi!


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4) Dromedario (Marocco e Iran)

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Se all’idea di ondeggiare sulla gobba di un dromedario che sputa e brontola a ogni passo sulle dune del deserto, preferite sedervi in un comodo ristorante a mangiarlo il dromedario, niente paura: la carne in questione ha un sapore niente male.

Piatti a base di dromedario non sono poi così comuni come si potrebbe pensare (la dieta tipica di nord Africa e Medio Oriente è per lo più a base di carne di pecora e di capra), ma con un po’ di impegno riuscirete a trovarli. Ve lo serviranno tagliato in piccoli pezzi, stufato e speziato con verdure e legumi, nella migliore delle tradizioni culinarie dei paesi musulmani.



5) Natto e Umeboshi (Giappone)

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In una classifica di cibi strani non poteva mancare il paese più strano al mondo, il Giappone! Il Sol Levante di roba stramba ne ha tanta, ma vorrei attirare la vostra attenzione su una pietanza particolare: il natto, fagioli di soia fermentati.

Partiamo dalle brutte notizie. L’odore è piuttosto forte e la consistenza per niente invitante: sono assai viscidi e fanno fili di bavetta. La bella notizia però è che il sapore non è malaccio. Li potrete trovare serviti con riso, ma a volte vengono venduti in piccole scatolette da gustare soli come snack. Alcuni ci fanno colazione, ma vi avverto: il natto è una di quei cibi che si amano o si odiano.

Per gli amanti di sapori aspri invece c’è l’umeboshi, di cui la sottoscritta è praticamente dipendente. Si tratta di prugnette in salamoia, asprissime e super salate. Per ora, a parte qualche raro giapponese a cui piacciono, sembra io sia l’unica persona a questo mondo che se le gusta con gran goduria. Se anche voi siete come me, fatemi sapere, così mi sento meno sola e soprattutto organizziamo un umeboshi party!

Insomma, paese che vai cucina che trovi. Buon appetito e, qualunque sia la vostra prossima destinazione, buon WeRoad!


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Scritto da Cristina Cori
Parlare di se stessi non è facile, ma proverò a raccogliere in poche righe qualche pezzo di me. Di formazione sono yamatologa (non è una...